Pasticceria Veneto – Brescia


Domenica pomeriggio, via Salvo d’Acquisto, Brescia.

Non siamo in centro, quindi, scordatevi i palazzi dalle belle facciate e le strade, chiuse al traffico, affollate di persone intente a fare shopping.

Dimentichiamo anche il profumo delle caldarroste, le rovine romane, i portici e l’aroma del Natale alle porte… Qua vicino scorre una delle tangenziali più trafficate di tutta la Lombardia.

I palazzi che vedo non sono belli, anzi. Dal mero punto di vista estetico sono brutti, letteralmente. Sono i classici edifici del boom edilizio. Spogli, scoloriti e insipidi hanno pareti sottili e infissi indeboliti dall’usura.

Uno di essi racchiude però quella che, oggi, è stata definita la miglior pasticceria d’Italia.

L’ambiente è molto elegante, a tratti posh. “Più che una pasticceria sembra una gioielleria” penso.

La clientela è abbastanza variegata, ma c’è un po’ troppo silenzio per i miei gusti. Mi piace essere sguaiata, cioè… Sono sguaiata, e sanguigna. La lingua è sempre più veloce del pensiero razionale e questi ambienti in cui bisogna parlare a bassa voce… mi infondono timore.

Fino a quando non passo all’assaggio ovviamente!

Il banco dei pasticcini è immenso e i colori sono presenti in tutte le sfumature. Ogni dolce sembra un’opera d’arte e io vorrei assaggiare tutto. Tutto.

I cioccolatini sono una calamita. Attirano, richiamano e stordiscono con il loro profumo. Vorrei toccarli, ma fortunatamente sono protetti da una vetrinetta in cristallo. Loro mi fissano ed io sono in preda all’aumento della salivazione.

Una volta avevo questo effetto davanti a un paio di MiuMiu, ma col tempo si cambia… Si invecchia. Anche se le MiuMiu non me le posso ancora permettere 😦

Come dicevo all’inizio, la critica gastronomica, quella seria – mica io!, definisce la Pasticceria Veneto, la miglior pasticceria d’Italia. È così?

Sinceramente non lo so! Dovrei provarle tutte prima di esprimere la mia opinione, ma i dolci del signor Iginio, anche se io su Google scrivo sempre Igino, sono meravigliosi. Memorabili, notevoli, pregiati, indelebili.

La Sacher, rivisitata al lampone, è velluto in bocca.foto 2

Accarezza il palato e l’ugola. La finisci e ne vuoi un’altra porzione.

Non è carino da dirsi, ma al primo morso sono tornata indietro nel tempo…Alle elementari.

Metto via i regoli, tiro fuori il Soldino della Mulino Bianco e faccio merenda.

Sicuramente la Sacher che ho fra la forchetta e la bocca è 10 – 100 – 1000 volte meglio della merendina confezionata, ma la potenza di un ricordo è indelebile. E la Sacher qui di fronte è evocativa.

Il dolce di Maurizio non l’ho capito molto bene… l’ha fagocitato in meno di due minuti. Ricordo solo i ricci di cioccolato bianco e dei pezzettini di croccante alla nocciola. Scricchiolanti e sodi sotto i denti.foto 1

Il caffè, invece, rimane il miglio macchiato assaggiato finora. Inoltre è anche autografato!foto 3

Prima di tornare a casa, acquisto della marmellata alle fragole e un panettone al cioccolato (io lo vorrei classico, ma “Maurizio – Raimondo” lo preferisce così!).

Oggi, a pranzo, ho addentato il miglio panettone della mia vita. Roba che quando deglutisci ti chiedi perché gli agglomerati di ingredienti, esposti in alcune pasticcerie senza senso, possano chiamarsi anche loro “panettone”.

Il burro non si sente e  la lievitazione è, passatemi il termine, assoluta! Le scorzette di arancio e il cioccolato si bilanciano e non stancano.

Guardo il panettone e medito sul fatto che il mio io non raggiungerà mai quell’equilibrio, quella perfezione.foto 4

La marmellata, invece, non l’ho aperta. Attendo un’occasione speciale… Certa che non rimarrò delusa.

Chocolate Loaf


Una fetta di torta e il cioccolato. Due cose che tutti adoriamo!

E allora perché non unirle in un dolce morbidissimo e davvero godurioso?

Un vero e proprio chocho-sin!

chocolate loaf

INGREDIENTI

  • 190g di burro di ottima qualità
  • 190g farina buratto
  • 190g zucchero semolato, non      molto fine
  • 190 grammi di gocce di      cioccolato (mi piace abbondare!!!)
  • 3 uova extrafresche a      temperatura ambiente
  • Mezza bustina di lievito
  • 25g di panna acida (se non la      trovate mischiate lo yogurt con qualche goccia di limone e lasciate      riposare 5 minuti)
  • Un pizzico di sale

Accendete il forno a 170-180 gradi (no ventilato).

Mettete nel mixer il burro, lo zucchero e impastate a media velocità.

Quando l’impasto è “fluffy” aggiungete un uovo alla volta, fino ad avere un composto omogeneo.

Aggiungete la farina, il lievito, la panna acida, il pizzico di sale e continuate a lavorare l’impasto col mixer, lentamente, fino a quando sembrerà “montato”.

Aggiungete le gocce di cioccolato e continuate ad impastare per altri 5 minuti.

Sistemate l’impasto in una tortiera imburrata e inzuccherata.

Infornate per circa 50 minuti.CHOCOLATE LOAF

#SocialChefPiemonte – Torino [1^ parte]


Devo essere onesta! Quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla tappa torinese di #SocialChefPiemonte, una serie di appuntamenti golosi organizzati da Carlo Vischi e Sviluppo Piemonte volti a promuovere le eccellenze gastronomiche piemontesi, ho accettato senza battere ciglio!

Una delle cose che amo di più dei torinesi è la loro fissazione per il buon cibo, il vino, la pasticceria e il cioccolato! Ai miei occhi meneghini questa ossessione appare un po’ come una religione, quindi non me la sono proprio sentita di rifiutare!!TORINO

Il nostro rendez-vous gastronomico è iniziato alla Pasticceria Medico. Qui abbiamo fatto colazione e conosciuto la nostra guida: Marcello Trentin, aka Il Mago, chef stellato del ristorante Magorabin. marcello trentin aka il mago

Sita oltre il fiume Po, nell’area pre-collinare di Torino, la Pasticceria Medico ha quasi un secolo di storia. Pasticceria Medico

I torinesi sostengono che queste siano le migliori brioches della città. Noi non solo le abbiamo mangiate e confermiamo la voce :-), ma abbiamo perfino provato a prepararle in compagnia di Filippo Novelli (vincitore della Coppa del mondo della gelateria 2012) e della signora Gisella.pasticceria medico

La ricetta non è un segreto! Uova, burro, zucchero, farina, lievito, latte e marmellata… Si scelgono gli ingredienti della migliore qualità e si impasta la biga con passione e pazienza, quotidianamente!IMG_7535

A detta di Filippo “la brioche Medico non è perfetta! O meglio… Non è quella canonica che insegnano a scuola di arte bianca… Perché è più morbida, perché è meno dorata, perché non è super lievitata, ma… è consistente, pesa circa 95 grammi ed è buona! Piace!”

Durante lo stage abbiamo appreso due metodi per dare forma alle nostre brioche! Il metodo “al tavolo” di Filippo  e il metodo “al volo” di Gisella.  [Qui trovate il video]

pasticceria medico

Terminato il laboratorio di pasticceria, abbiamo pranzato all’Enomagoteca, ex Al Sorij. A pochi passi da piazza Vittorio è l’ultima creazione  di Marcello Trentini.

L’idea che sta alla base del locale è quella della piola, ma rivista in chiave moderna. Litri di ottimo vino, pochi piatti, attenzione per gli ingredienti e ambiente molto informale. IMG_7534Il programma ufficiale della giornata indicava pranzo leggero, ma era un tranello! Come potete vedere dalla foto qua sotto! Salame di Varzi con burro alle erbette, vitello tonnato, focaccia tiepida, trota in carpione di moscato e un bel piatto di pasta!

enomagoteca

Fra una portata e l’altra Marcello ci racconta, con passione e trasporto, della sua amata Torino. La Torino dei Savoia, la Torino della malavita, la Torino delle BR, quando Piazza Vittorio non era ancora asfaltata, etc…torino

Marcello si sofferma sulla Torino del dopoguerra, quella in cui i flussi migratori dal sud danno vita a un melting pot unico e irripetibile. Il boom industriale non si traduce solamente in maggior benessere, il boom industriale è anche contaminazione… Culturale, sociale, intellettuale e perfino gastronomica!

Marcello ha voluto far rivivere questo frangente di storia cittadina in un piatto “Spaghetti, pane, burro e acciughe”. Spaghetti, pane, burro e acciughe”. La pasta richiama la tradizione napoletana, il pane è la muddica siciliana – il cosidetto formaggio dei poveri – , il burro e le acciughe invece richiamano la bagna càuda, simbolo culinario dell’intero Piemonte.

Marcello continua a parlare! Racconta curiosità, dà consigli… Ci permette di spiare nella sua vita e nella sua esperienza….

Lentamente abbandoniamo la tavola e ci dirigiamo da Alberto Marchetti con l’intento di scoprire i segreti del gelato, ma per oggi è tutto!

Presto la seconda puntata!alberto marchetti

Adam’s, Tartines et cafés #Parigi


State partendo per Parigi? Place Vendôme

Dimenticate pure il “celebre” poulet rôti che fa tanto turista anni ‘80.[Grazie a dio!] Ultimamente, da queste parti, i locali BIO e veg-friendly stanno spuntando come funghi dopo una pioggia. Parigi sembra essere la nuova mecca per healthy addicted. Ho avvistato persino dei salad-bar! … Ripeto… Ho avvistato dei salad-bar!

La crisi? Una moda? Cambiamento? Rottura gastronomica? Sinceramente non l’ho capito, ma ho smesso di interrogarmi quando ho iniziato a sbavare davanti al bancone dei dolci di Adam’s, Tartines et cafés!

Sito in Rue Danielle Casanova, e prossimo a Place Vendome (la piazza con gioiellerie più care del mondo), Adam propone ai suoi ospiti:insalate di legumi e pasta, zuppe, panini, insalate di verdura, tartine (in realtà sono bruschette) e tanti-tantissimi dolci.Adam's, Tartines et cafés Adam's, Tartines et cafés

Tre le opzioni per il pranzo:

  • MENU CLUB : Club + dessert + boisson – 10,90euro
  • MENU SALADE : Salade + dessert + boisson – 10,50euro
  • MENU TARTINE : Tartine + desserte + boisson – 12 euro

L’ambiente è molto grazioso seppur davvero sobrio. Le pareti bianche e i tavoli in legno fanno risaltare il grande bancone che in pausa pranzo viene letteralmente preso d’assalto dai commessi dei negozi adiacenti!Adam's, Tartines et cafés #Parigi Adam's, Tartines et cafés #Parigi

Alla faccia della dieta io e Maurizio abbiamo preso: una panna cotta, una millefoglie (per evitare che la pasta sfoglia risulti troppo bagnata, questa viene servita a parte!), un caffè e una cioccolata calda (costo: poco più di 11 euro).Adam's, Tartines et cafés #Parigi

Tutto buonissimo… a parte il caffè! Ovviamente troppo lungo per il mio gusto italiano!

Personale giovane e cordiale! Perfetto per una pausa golosa!

Vinum 2013 – Alba


Essere una food-travel nerd è una cosa bellissima! Nel weekend, grazie ad Anna e all’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, ho potuto accedere al Vinum 2013.Vinum 2013 - Alba Vinum 2013 - Alba Vinum 2013 - Alba

Barbaresco DOCG, Barolo DOCG, Dolcetto di Diano d’Alba DOCG, Dogliani DOCG, Roero DOCG, Roero Arneis DOCG, Alba DOC, Barbera d’Alba DOC, Dolcetto d’Alba DOC, Langhe DOC, Nebbiolo d’Alba DOC, e molto altro…. A fiumi!!!Vinum 2013 - Alba 130 produttori e oltre 400 etichette… Il nirvana dei wine-lovers insomma!IMG_4482

La fiera, che termina il primo maggio, è l’occasione perfetta per scoprire il vino legato a questo territorio. Oltre gli assaggi… dibattiti, degustazioni guidate e la possibilità di visitare le cantine.Vinum 2013 - Alba Vinum 2013 - Alba Vinum 2013 - Alba

Per gli eno-turisti, quest’anno, è disponibile anche un programma goloso (non vorrete mica bere e basta!):

  • StreetFish  in Piazza Savona;
  • StreetFood in Piazza Medford;
  • “La pasta di Gragnano, una grande tradizione” (la pasta verrà abbinata ai sughi della tradizione partenopea e delle Langhe);
  • il Mercato della terra in Piazza Pertinace.

IMG_4506IMG_4501 IMG_4505

Se non avete ancora deciso cosa fare il primo maggio… Ecco io ve l’ho detto!

Santè!Vinum 2013 - Alba

Sulla mia pagina FB trovate altre foto! https://www.facebook.com/RoundTripTicket

Digitando gli hashtag #vinum13 e #primaveradibellezza su Twitter e Instagram trovate “la cronaca” di questi giorni.

PS: vi ricordo di bere responsabilmente! Se fate fuori il carnet assaggi… evitate di mettervi al volante!

 

 

Pizza alla Bonci


Qui vi avevo raccontato del mio pellegrinaggio da Bonci, il Michelangelo della pizza al taglio. Piacevolmente colpiti da tanta bontà, io e Maurizio abbiamo comprato il suo libro ( Il gioco della pizza ). Dopo aver studiato attentamente i vari step siamo passati alla sperimentazione pratica… Con l’obiettivo di replicare la super-pizza-con-alveoli.

Maurizio, quello con più pazienza, si è occupato dell’impasto. Io e i miei agili polpastrelli abbiamo, invece, steso-farcito-e-infornato. Pizza alla BonciAl supermercato sotto l’ufficio la buratto non è disponibile, ci siamo quindi dovuti accontentare della manitoba. Il risultato è stato comunque ottimo.

Pizza alla Bonci

INGREDIENTI PER LA BASE

  • 500 g DI MANITOBA
  • 350 g DI ACQUA (io uso quella in bottiglia perchè poco calcarea)
  • 20 g DI OLIO EVO
  • 10 g DI SALE
  • 3,5 g DI LIEVITO di BIRRA SECCO

Step 1: IMPASTO

Mescolate il lievito con la farina e setacciateli nell’impastatrice. Aggiungete l’acqua e impastate a bassa velocità. Quando l’impasto è ben amalgamato aggiungete olio e sale e continuate a impastare.

Step 2: PRIMA LIEVITAZIONE

L’impasto dovrebbe essere abbastanza liquido e grezzo. Oliate una ciotola e riponetevi l’impasto che dovrà riposare per almeno un ora a temperatura ambiente, ricoperto da un canovaccio. (PS: Se in questa fase ci sono grumi non preoccupatevi, durante la lievitazione la pasta cambierà aspetto.)

Step 3: PIEGHE DI RINFORZO

Le pieghe hanno un duplice scopo: da una parte eliminano l’anidride carbonica prodotta nella prima lievitazione, dall’altra permettono di inglobare l’aria necessaria alla seconda lievitazione.

Collocate sul tavolo, leggermente infarinato, l’impasto e premete con i polpastrelli fino ad ottenere una pasta dalla forma quasi rettangolare.Tirate il lato basso del rettangolo, stendete un po’ l’impasto e ripiegatelo su se stesso (si sarà formata una specie di tasca). Fate la cosa anche con il lembo in alto. Girate la tasca a 90 gradi, spianate ancora un po’ l’impasto e continuate con le pieghe, per almeno tre volte. Ripetete questa procedura per almeno tre volte in un’ora, lasciando passare circa 20 minuti tra una piegatura e l’alta.

Step 4: SECONDA LIEVITAZIONE

Oliate una ciotola e riponete l’impasto al centro. Coprite con un canovaccio umido e riponete in frigo per 18 – 24 ore.

Step 5: SPEZZATURA

Tirate fuori l’impasto dal frigo e lasciatelo riposare per 20 minuti. Capovolgete la ciotola sul tavolo infarinato e con una spatola dividete l’impasto in due parti. Ridate la forma tonda ad ogni parte facendo una piega di rinforzo. Lasciate riposare i panetti a temperatura ambiente (per circa due ore).

Step 6: STESURA

Questa fase è molto delicata perché si rischia di rovinare l’impasto, intaccando gli alveoli d’aria.

Infarinate di nuovo il tavolo e, con i polpastrelli, date all’impasto la forma della vostra teglia. Bonci, con una manovra che non ho capito perfettamente, ribalta l’impasto e lo mette nella teglia aiutandosi con gli avambracci. Io ho rischiato di far cadere l’impasto, ma alla fine sono riuscita a capovolgere la pasta!Pizza alla Bonci

Step 7 – 8: FARCITURA e COTTURA

Farcite la vostra pizza come più vi aggrada e infornate a 220 – 250 gradi. ingredienti pizza

Noi abbiamo optato per:

  • Patate e mortazza. Lessate le patate e, quando sono cotte, schiacciatele con i rebbi di una forchetta. Aggiungete un pizzico di sale, il pepe nero e tenete al caldo. Cuocete la vostra base e farcite con la purea di patate e le fette di mortadella!Pizza alla Bonci
  • Pomodoro, basilico e mozzarella vaccina. Per evitare che la mozzarella secchi aggiungetela a fine cottura. Con il calore della pizza si scioglierà comunque.Pizza alla Bonci

Il procedimento è abbastanza lungo. Se la prima volta non vi riesce… non scoraggiatevi, la pratica rimane la migliore soluzione. Anche noi siamo molto lontani dagli alveoli perfetti.

Il Poeta Contadino – Casalbuttano (CR)


Il Poeta Contadino è un agriturismo sito a Casalbuttano, un piccolo paese a pochi chilometri da Cremona.

Il Poeta Contadino

L’atmosfera seppur austera è accogliente. La sala da pranzo, color zafferano, è decorata da disegni dalla cornice di legno. Il soggetto è sempre lo stesso: la vite. Tema ripreso anche nel tendaggio visti i bacchettoni.

IMG_2387

Su ogni tavolo sale, pepe e una piccola zucca essiccata a mo’ di decoro. Il tovagliato ha nuance ruggine e beige, il cestino del pane è strabordante.

IMG_2396 IMG_2382 IMG_2381

Sono le 14. I tavoli attorno a me sono sfatti…  i “banchettanti” devono essere appena andati via.

La signora che viene a prendere l’ordinazione mi informa che a pranzo non c’è una carta, ma una scelta circoscritta a due opzioni (sia per il primo che per il secondo). Per quanto riguarda i primi le possibilità sono: risotto non ricordo con cosa e pasta alla puttanesca, per quanto riguarda i secondi: lumache con gli spinaci e arrosto di maiale con patate.

Ordino (anche se è il venerdì santo) un piatto di salumi e le lumache! Non mangiavo lumache da circa 15 anni.

Mentre attendo il mio pranzo mi rendo conto che è veramente tardi. Mi guardo attorno, sgranocchio i grissini e scruto il paesaggio al di là della finestra.

Il Poeta Contadino

Il giardino non è male, peccato l’impianto zootecnico (così sembra) oltre la strada.

La signora di prima esce dalla cucina sorridendo. Finalmente arriva il mio pranzo.

IMG_2383 IMG_2385

I salumi sono eccellenti, a parte il salame che mi sembra un po’ slavato.

Le lumache sono paradisiache! Gli spinaci sono quello che sono, ma non mi interessa… Sogno quelle lumache con la polenta.

Già che ci sono ordino anche il dessert.

Il Poeta Contadino

Niente di curioso o stravagante… vado di sbrisolona con zabaione al moscato. Un dolce semplice, genuino, buono.

Un caffè e mi rimetto in macchina, verso casa.

Il Poeta Contadino

Le mie considerazioni

La cucina è casalinga e il prezzo è super onesto:

  • Affettato 6.00 euro
  • Lumache + coca + caffè 8.50 euro (il pranzo di lavoro completo con primo è proposto a 11 euro.)
  • Dessert 4.50 euro

Direi che mi è andata bene anche questa volta.

___________________________________________________

Il Poeta Contadino

Via per Bordolano

26011 CASALBUTTANO (Cr)

Trattoria Visconti – Ambivere (BG)


Ci sono quei posti che scopri casualmente una domenica di settembre. Ti innamori e ad ogni boccone ripeti a te stessa che, appena possibile, ci vuoi ritornare con i tuoi amici, i più cari. Qualche sms, qualche telefonata e si parte. Noi passiamo a prendere Enzo, Matteo e la Vale caricano Marco.

trattoria visconti

La Trattoria Visconti è sita ad Ambivere, un piccolo paese a pochi chilometri da Bergamo. C’è chi arriva da Pavia e chi da Varese… Stare assieme, con le gambe sotto un tavolo imbandito, è un piacere troppo grande: i chilometri non si sentono e la stanchezza della settimana lavorativa scompare.

Un avvocato, due ricercatori, un mezzo ingegnere apprendista pasticcere, io e la Vale.   Chiacchere, vino, risate, ottimo cibo, racconti, qualche pettegolezzo e tanti progetti.

Qui l’atmosfera è delicata, accogliente, morbida. I toni sono caldi, idem la luce.

divano ingresso - trattoria visconti Stampa - trattoria visconti tavolo - trattoria visconti

La carta, che cambia ad ogni stagione, è legata al territorio. Grandissima l’attenzione dedicata ai produttori locali, ai presidi Slow Food e alla verdura (coltivata dal Signor Giorgio nell’orto adiacente il locale). La stessa cura è stata dedicata alla carta dei vini: pochi nomi famosi e tanta ricerca.

C’è chi opta per i casoncelli, chi per le bardele al ragù, chi per il menù della tradizione. Io preferisco concentrarmi sui prodotti dell’orto e sui formaggi così scelgo il “Menu Vegetariano e Formaggi delle nostre Valli” che prevede quattro portate: antipasto – primo – secondo – dolce (39 euro vini esclusi).

Inizio con un delizioso timballo di broccoletti con formaggio di Grosio in 3 variazioni.

timballo broccoli - trattoria visconti

Proseguo con un gustoso risotto radicchio e Formai de Mut e una saporita quiche con insalata scarola e strachitunt.

risotto - trattoria visconti quiche - trattoria visconti

Concludo con uno spettacolare tortino cioccolato e arancia dal cuore morbido.

tortino cioccolato e arancia dal cuore morbido - trattoria viscontiAbbiamo accompagnato la nostra cena con questi vini qui.

lugana - ca lojera pietrisco - valtellina DOCG

Le nostre menzioni speciali vanno:

  • alla Lugana (scelta grazie al consiglio dell’oste :-)): fragrante, fruttata, davvero appagante e
  • alla bresaola valtellinese stagionata ad oltre 1500 m di altezza.

Al tavolo i miei amici più cari e io sono la persona più felice del mondo.