BISCOTTI DI FARRO CON MELE, NOCI E MANDORLE


Domenica mattina ho trovato delle mele fantastiche al mercato. Zuccherine, croccanti e molto succose…

Inizialmente volevo fare la torta, ma poi mi sono detta <<Perché non variare?>>

3 mele, una manciatina di frutta secca e un mix di farine… E così al posto della classica e intramontabile torta alle mele, ho fatto i biscotti!

Scricchiolanti sotto i denti e profumati sono perfetti per accompagnare il te del pomeriggio e colorare un po’ queste giornate autunnali.IMG_4141

 INGREDIENTI

  • 60g di farina di mais
  • 200g di farina di farro integrale (possibilmente bio)
  • 125g di burro a temperatura ambiente
  • 160g di zucchero di canna
  • 2 uova leggermente sbattute
  • Un pizzico di lievito
  • Mandorle e noci tritate grossolanamente… a piacere
  • 3 mele, private del torsolo, sbucciate e tagliate a dadini molto piccoli

RICETTA

Accendete il forno a 180 – 200 gradi (ventilato).

Impastate, con il mixer, il burro e lo zucchero di canna.

Quando l’impasto è soffice, ma omogeneo, aggiungete le uova e continuate a impastare.

Appena il burro, le uova e lo zucchero sono perfettamente amalgamati aggiungete la farina di mais, la farina di farro e il lievito.

Impastate per circa tre minuti e quando l’impasto inizia a diventare compatto aggiungete la frutta secca tritata e le mele.

Quando anche gli ultimi ingredienti sono ben amalgamati e distribuiti… L’impasto è pronto.

Fate tante palline (il diametro deve essere di circa 3,5 cm), appoggiatele su una piastra antiaderente per biscotti (o una teglia ricoperta da carta forno) e schiacciatele leggermente con la mano.

Lasciate fra un biscotto e l’altro circa 5 cm. Durante la cottura non solo si gonfieranno grazie al lievito, ma tenderanno anche a “sciogliersi” un po’, appiattendosi e allargandosi.

Infornate e lasciate nel forno (ripeto: ben caldo!) per circa 15 minuti. Fate intiepidire… e assaggiate!

fotoPS: Per un risultato più goloso, prima di infornare i vostri biscotti potete spolverarli con zucchero e noci tritate.

BISCOTTI FARRO E CIOCCOLATO


Questi biscotti sono perfetti da “pucciare” nel latte… o nel caffè! farro e cioccolatoFragranti e sbriciolosi al punto giusto, con il loro profumo di cioccolato, possono rendere l’inverno meno grigio 😉.

INGREDIENTI E RICETTA

  • 250g di farina di farro integrale (possibilmente bio)
  • 125g di burro a temperatura ambiente
  • 125g di zucchero semolato
  • Un uovo leggermente sbattuto (privilegiate le uova di galline allevate en plein air)
  • Un pizzico di lievito
  • Scaglie di cioccolato fondente 70%… a piacere

Accendete il forno a 180 – 200 gradi (ventilato).

Impastate, con il mixer, il burro e lo zucchero.

Quando l’impasto è soffice e spumoso aggiungete l’uovo e continuate a impastare a velocità media.

Appena gli ingredienti sono ben amalgamati aggiungete la farina e il lievito.

Impastate per circa un minuto e quando l’impasto inizia a diventare compatto aggiungete il cioccolato fondente. Quando anche quest’ultimo ingrediente è ben amalgamato e distribuito… l’impasto è pronto!

Fate tante palline (il diametro deve essere di circa 3 cm), appoggiatele su una piastra antiaderente per biscotti e schiacciatele con una forchetta.

Infornate e lasciate nel forno, ben caldo, per circa 10 – 12 minuti.

Fate intiepidire… e assaggiate!

PS: grazie mille a Fabrizio che ha provato a replicare la ricetta!

https://twitter.com/FMadeinturin/status/391848853336358913/photo/1

#SheratonTruffle: una serata in compagnia del “Tuber Magnatum Pico”


Una della cose più buone dell’autunno è il tartufo. Non ci sono dubbi!foto 1

La settimana scorsa ho avuto il grande piacere di partecipare all’evento di presentazione della 83esima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba che si è svolta allo Sheraton Malpensa.

Organizzata da Carlo Vischi e patrocinata dal Centro Nazionale Studi Tartufo e dalla Regione Piemonte, è stata un grande successo perché ci ha permesso di scoprire un sacco di aneddoti sul “fungo più prezioso”.foto 2

Le prime notizie sul tartufo compaiono nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Gli episodi raccontati lasciano intuire che il tartufo, tuber in latino, era molto apprezzato sulle tavole romane.

Nel I d.C., grazie a Plutarco di Cheronea, si tramandò l’idea che il tartufo nascesse dall’azione di acqua, calore e fulmini. Questa convinzione persuase alcuni poeti (come Giovenale) che iniziarono a raccontare la nascita del tartufo come il frutto di un fulmine lanciato da Giove in prossimità di una quercia, albero a lui sacro. Poiché Giove era celebre anche per la sua instancabile e continua attività sessuale, al tartufo furono attribuite anche proprietà afrodisiache.

La prima opera in cui compaiono ricette col tartufo è invece il De coquinaria di Apicio.

Ma cosa sono esattamente i tartufi?

Dal punto di vista scientifico non sono altro che dei corpi fruttiferi (sporocarpi) di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sotto terra (ipogei).

Per svilupparsi, i tartufi, devono vivere in simbiosi con altre piante. Questo scambio fra tartufo e pianta avviene a livello radicale. E pensare che per lungo tempo i naturalisti lo hanno definito un animale!

La classificazione è basata essenzialmente sulle caratteristiche morfologiche: forma, dimensione, colore, aspetto, profumo e sapore. Attualmente le specie di funghi catalogate come “tartufo” sono 63. In Italia sono presenti circa 25 specie, ma solo nove sono commestibili.

La specie più conosciuta e preziosa è il Tartufo Bianco d’Alba “Tuber magnatum Pico”. Le sue dimensioni sono variabili mentre la forma irregolare. Il tartufo bianco si raccoglie durante l’autunno.

Dopo aver imparato tutte queste cose ovviamente l’abbiamo anche assaggiato… Dalla teoria alla pratica insomma! 😉

Ravioli del Plin

Ravioli del Plin

Risotto alla Crema di Zucca

Risotto alla Crema di Zucca

Brasato e Polenta

Brasato e Polenta

I piatti, preparati dagli chefs Cingolani, Ferretto e Fiorentini, sono stati accompagnati da un ottimo barolo.ddd (3)

La fiera del tartufo termina il 17 novembre 2013 e qui trovate tutto il programma della kermesse! Fossi in voi organizzerei un week end da quelle parti! Del resto il profumo del tartufo bianco è inebriante!

PS: se, come me, amate il mondo 2.0 potete seguire la fiera digitando  #albatruffle su FB, Instangram e Twitter.

[ITALIANI NEL MONDO] La Barcellona di Francesca


Ecco un altro post della serie ITALIANI NEL MONDO (gli altri li trovate qui). L’ospite di oggi è Francesca che da nove anni vive a Barcellona!

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Cosa non è stato detto di Barcellona?

Meta agognata di gite di fine anno, fra sangria, sombreros (ma non erano messicani i sombreros??) e nottate sulla rambla. Mecca del turismo… della fiesta.

Città a cui Gaudí ha regalato palazzi meravigliosi, ricchi di significati nascosti. Il mare a fare da sfondo e quella sensazione di essere in un posto dove può succederti un po’ di tutto.

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Per me, è il posto in cui vivo da ormai nove anni e dove cerco di capire cosa vorrò fare da grande.

Arrivata grazie ad una borsa di studio, sono rimasta un po’ per gioco e un po’ per sfida.

Dopo essere passata per vari call centers, dove ho conosciuto molti di quelli che oggi fanno parte della mia famiglia, lavoro per una catena alberghiera come commerciale.

Le ore di lavoro mi rubano molto tempo, ma cerco comunque di dedicarmi a tante altre attività e passioni: viaggiare, scrivere di viaggi, fotografare e godermi il sole che qui è sempre molto presente.

Per me Barcellona, è Gracia il quartiere dove vivo e che ha l’aria di un piccolo borgo che si trova per caso dentro una grande città. È la parte alta del Raval, con quei palazzi bellissimi dove ho sognato tante volte di poter vivere (e ahimè mai ci sono riuscita!).

È la Barceloneta, il mare e la voglia di stare a guardarlo sia quando devo fare andare via la tristezza sia quando invece ho voglia di tenermela appiccicata addosso.

bcn1 È un vermouth in una delle terrazze di San Antoni, bevuto insieme agli amici quando inizia la primavera e il sole si fa più forte e comincia a scaldare.

È saltare di bar in bar, quando ho voglia di tirar tardi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAÈ il pan con tomate, grandiosa invenzione catalana, che non vi farà mai più guardare un panino con gli stessi occhi.

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È panni stessi al sole, come solo nelle città del Sud Italia (e senza che nessuno ti richiami dicendoti “signorina, guardi che la sua biancheria deturpa la signorilità della facciata”).OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Barcellona è una città che si trasforma continuamente! Moderna e funzionale, ma che rimane sempre un po’ paese. E in questo connubio sta il suo fascino.

 

*Le foto sono proprietà di Francesca Strangis

Autumn Apple Loaf


20131013-134312.jpgRimango sempre un po’ sorpresa quando, in questa casa, vedo sparire la torta di mele a velocità supersonica. Maurizio l’adora, letteralmente!

Morbida, genuina e schietta è perfetta per la colazione, magari inzuppata nel latte; per la merenda, accompagnata da una tazza di tè fumante; come dolce dopo la cena, tiepida e accompagnata da una pallina di gelato alla crema e una spolveratina di zucchero a velo…

Qualche anno fa ero solita prepararla aggiungendo all’impasto un pizzico di cannella e qualche amaretto sbriciolato, ma con il tempo si cambia e sono tornata a preferire la versione “purista” che prevede solo mele.

20131013-134301.jpgINGREDIENTI & RICETTA

  • 160 grammi di farina
  • 160 grammi di zucchero
  • 155 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • Una mela, sbucciata e privata del torsolo, tagliata a dadini + mezza mela tagliata a fettine
  • Un cucchiaino di lievito in polvere

Accendete il forno a 180 gradi (no ventilato) e ricoprite una teglia da loaf con della carta forno.

Mettete nel mixer lo zucchero, il lievito, la farina e iniziate ad impastare.

Quando gli ingredienti sono ben amalgamati iniziate ad aggiungere le uova, una alla volta, e alla fine il burro.

Continuate a lavorare l’impasto col mixer, lentamente, fino a quando sembrerà “montato”.

Aggiungete le mele a dadini e impastate per altri 5 minuti.

Quando l’impasto è omogeneo, con l’aiuto di una spatola, distribuite l’impasto nella tortiera.

Posizionate gli spicchi di mela sulla superficie del loaf e infornate, nel forno ben caldo, per circa 50 minuti.

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Il loaf è pronta quando se provate ad introdurre uno stuzzicadenti questo esce pulito e asciutto.

Lasciate raffreddare e assaggiate 😉

La mia prima Victoria Sponge Cake


Il mio compleanno è vicino e i primi regali iniziano ad arrivare!

Qualche giorno fa ho ricevuto il libro di The Primrose Bakery così mi sono messa subito all’opera.

Le pagine sono parecchie, i dolci uno più appetitoso dell’altro e le ricette very easy-to-follow.

Poiché, in questo periodo, sono un po’ in fissa con le layer-cakes, ho tentato di replicare la Victoria Sponge Cake: un grande classico della pasticceria inglese. Intramontabile  e un po’ vintage è perfetta per una merenda con le amiche. Inoltre è semplicissima da fare.1377214_342380402564276_1179045896_n

STEP 1: LA TORTA

INGREDIENTI

La ricetta originale di Martha e Lisa prevede:

  • 210 grammi di farina
  • 225 g di zucchero
  • 25 grammi di farina di mais
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 225 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 3 cucchiai di latte parzialmente scremato.

Come al solito ho apportato qualche piccola modifica (noi foodbloggers siamo così!):

  • ho usato lo zucchero di canna
  • non ho usato l’essenza di vaniglia e la farina di mais
  • ho dimenticato il latte.

RICETTA

Scaldate il forno a 180 gradi e foderate una tortiera (diametro di 20 – 22 cm) dal bordo alto ed apribile con la carta forno.

Mettete nel mixer: farina, zucchero, lievito e impastate fino a quando “gli ingredienti polverosi” sono ben amalgamati.

Aggiungete gli altri ingredienti e continuate a impastare a lungo e lentamente.

Come raccomandano Martha e Lisa non bisogna avere fretta. Il mixer ad una velocità alta è si più veloce, ma rovina la texture della torta che se fatta bene è davvero morbidissima (in poche parole gli accorgimenti sono simili a quelli necessari alla realizzazione del pan di spagna).

Quando l’impasto è omogeneo e privo di grumi,  con l’aiuto di una spatola,  distribuite l’impasto nella tortiera e infornate nel forno ben caldo per circa 45-50 minuti.foto 1

La torta è pronta quando se provate ad introdurre uno stuzzicadenti questo esce pulito e asciutto

Se la torta è cotta potete tirarla fuori e lasciarla raffreddare, aprendo il bordo laterale della tortiera dopo una decina di minuti (così evitate di romperla!)

STEP 2: LA FARCIA

Quando la torta si è raffreddata completamente potete:

  • tagliarla a metà con un coltello a lama lunga e sottile
  • farcirla!1 4

La farcia originale è composta da uno strato di crema al burro o panna e uno strato di marmellata di fragole.  Io ho optato per uno strato di marmellata ai frutti di bosco e uno strato di crema allo yogurt realizzata con yogurt ai frutti di bosco e formaggio fresco spalmabile. Le dosi di questa crema non sono fisse… Dipende tutto da quanto è compatto lo yogurt. Diciamo che se questo è molto compatto potete optare per la proporzione 50-50 quindi indicativamente 150 grammi di yogurt e 150 g di formaggio fresco.

La torta si conserva in frigo per massimo tre giorni, ma state tranquilli…Finirà prima!5

Come fare la passata di pomodoro


Una delle cose belle di settembre è che al mercato riesco ancora a trovare i pomodori.

Sabato mattina sono stata particolarmente fortunata e sono riuscita a portarne a casa circa 10 kg.Maturi al punto giusto, sodi e profumati….

Insomma! Perfetti per diventare la passata che verrà utilizzata questo inverno!

INGREDIENTI – RICETTA

  • Pomodori ben maturi (in questo caso io ho usato San Marzano e dei pomodorini tipo Vesuvio)

Lavate i pomodori uno ad uno ed eliminate sia le parti di buccia rovinata sia le parti ammaccate.

Lasciate i pomodori appassire dentro una pentola a fuoco lento.

Quando le bucce iniziano a staccarsi è l’ora di passare i nostri pomodori nel passaverdura (più i fori sono stretti, meno semini rimarranno nella passata!).

Dopo il passaggio nel passaverdura mettete la passata ancora sul fuoco!

Continuate a cuocere, mescolando di tanto in tanto, fino quando raggiunge la consistenza che preferite. Una volta raggiunta la “corposità che vi piace tanto” spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

Quando la passata si è raffreddata ed è a temperatura ambiente, con l’aiuto di un imbuto, travasatela nei vasetti (in precedenza sterilizzati!).foto 1

Riempite i barattoli e sigillate con le apposite capsule.

Girate i barattoli a testa in giù e adagiateli dentro una pentola piena d’acqua fredda.

Per evitare che i barattoli si muovano troppo inserite fra i vasetti uno strofinaccio. Accendete il fuoco e fate bollire i vasetti per circa 30 minuti.

Spegnete la fiamma e lasciate raffreddare i barattoli di passata nell’acqua.

Quando sono freddi, tirateli fuori dall’acqua e controllate che tutti i vasetti abbiano raggiunto lo stato di “sottovuoto” (se toccate la capsula questa non deve fare su e giu!), asciugateli e ammucchiate in dispensa.foto 2

Nell’eventualità che il sottovuoto non sia stato raggiunto, cambiate la capsula e fate bollire di nuovo il vostro vasetto!

Biscotti di segale al profumo di limone


Il miglior modo per iniziare una giornata?

Se anche voi avete risposto “Un’onesta e abbondante colazione!“, perché non provate a replicare questi biscotti di segale al profumo di limone?

Fragranti ed aromatici sono perfetti per essere “pucciati” nell’English Breakfast!AA

  • 220 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 220 grammi di farina di segale integrale
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • La scorza di un limone grattugiata (possibilmente biologico)

In una grande ciotola, o nel mixer, iniziate ad impastare il burro, lo zucchero e la scorza del limone.

Quando l’impasto è soffice e ben amalgamato aggiungete le uova.

Versate la farina un po’ alla volta e continuate a lavorare l’impasto, o con il mixer o con le mani, fino a quando diverrà compatto ed omogeneo.

Se l’impasto rimane troppo sbricioloso e non si rassoda potete aggiungere dell’acqua (un cucchiaino alla volta, lentamente). L’impasto è perfetto quando risulta consistente e sodo anche se un po’ appiccicaticcio!

A questo punto, avvolgete l’impasto nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare nel frigo per circa 2h.

Passate le due ore, il nostro impasto è pronto!

Trasferitelo su una spianatoia leggermente infarinata e stendetelo con il mattarello fino a quando avrà uno spessore di circa un centimetro.

Ritagliate i vostri biscotti, adagiateli su una teglia foderata con la carta forno e infornate nel forno ben caldo! 200 gradi per 15 minuti.foto

Fusillotti con i broccoli


Semplice eppure deliziosa, la pasta con i broccoli è uno dei miei piatti preferiti in autunno. L’abbinamento tradizionale prevede orecchiette e broccoli, ma ogni tanto è bello cambiare! Quindi… Buttiamo i fusillotti!2 (2)

RICETTA PER UNO (M. non mangia i broccoli!)

  • 1 testa di broccolo
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 2 spicchi d’aglio
  • Una manciata di peperoncino
  • 70 grammi di fusillotti

Lavate la testa del broccolo e rompetela in cimette.

In una padella antiaderente, fate soffriggere nell’olio d’oliva due spicchi di aglio in camicia e il peperoncino.

Quando gli spicchi d’aglio iniziano a dorarsi toglieteli  e rosolate il broccolo.

Mentre il broccolo rosola in padella a fiamma vivace (attenti a non bruciarlo!), cuocete la pasta in abbondante acqua salata.

Quando i fusillotti sono pronti  scolateli e versateli nella padella con le cime di broccolo.

Condite con un filo di olio a crudo e mescolate.

Ora la pasta è pronta… Buon appetito!

Insalata di cavolfiore tiepida


Quando ero piccola, il cavolfiore, era uno dei miei peggiori incubi. Lo odiavo!

Mia madre, pur essendo molto brava ai fornelli, non aveva molta fantasia nel cucinarlo… O gratinato, o bollito!20131006-172924.jpg

Fortunatamente, crescendo ho scoperto la sua versatilità!

In insalata è perfetto…. E mai noioso! 20131006-172850.jpg

RICETTA

  • Un piccolo cavolfiore
  • Una manciata di nocciole tritate grossolanamente
  • Due spicchi d’aglio
  • Un filo di olio evo
  • Un pizzico di peperoncino
  • 50 grammi di farro bollito

Lavate il cavolfiore e rompetelo in cimette.

In una padella antiaderente, fate soffriggere nell’olio evo due spicchi di aglio in camicia, il peperoncino e le nocciole tritate.

Quando le nocciole cominciano ad imbrunire togliete l’aglio e rosolate le cime del cavolfiore.

Mentre il cavolfiore cuocere lentamente, bollite il farro in acqua salata.

Quando anche il farro è pronto scolatelo e versatelo nella padella.

Rosolate il tutto per due minuti a fiamma vivace e condite con un filo di olio a crudo.20131006-172908.jpg

Questa insalata è perfetta servita tiepida!