Torta al limone con fragole e panna alla lemon curd!


Mi capita spesso di cucinare dolci da regalare agli amici. Penso di aver acquisito questa bellissima abitudine da mia madre.

Recentemente ho fatto questa layer cake per la mia insegnante di yoga!foto 5

Come vi sembra? E… a voi piace esprimere la vostra gratitudine con un regalo goloso?

STEP 1: LA LEMON CURD (da preparare il giorno prima)lemon curd

INGREDIENTI

  • La scorza e il succo filtrato di due grossi limoni (possibilmente non trattati e con scorza edibile)
  • 200 g di zucchero
  • Un cucchiaino di maizena
  • 100 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 3 uova intere
  • 2 tuorli

RICETTA

Grattugiate la scorza dei limoni e mettetela da parte.

Spremete i limoni e filtrate il succo.

Sciogliete la maizena nel succo.

Prendete un pentolino e sciogliete il burro con lo zucchero, a bagnomaria. Quando questo composto sarà ben sciolto e amalgamato, aggiungete:

  • le uova in precedenza sbattute;
  • il succo di limone;
  • la scorza.

Con un cucchiaio di legno continuate a mescolare a fuoco basso.

Continuate la cottura fino a quando la lemon curd non comincerà ad addensarsi.

Quando la crema non scivolerà più via dal cucchiaio di legno, è pronta.

Se non vi piace la sensazione delle scorzette sotto i denti e preferite la lemon curd vellutata, potete setacciare la crema in un colino.

La lemon curd si conserva in frigo, per al massimo tre giorni :-)

 

STEP 2: LA TORTA

INGREDIENTI

  • 240 grammi di farina
  • 225 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di lievito
  • La buccia grattugiata di un limone
  • 225 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 4 uova a temperatura ambiente
  • 3 cucchiai di yogurt naturale.

RICETTA

Scaldate il forno a 180 gradi e foderate una tortiera (diametro di 20 – 22 cm) dal bordo alto ed apribile con la carta forno.

Mettete nel mixer: farina, zucchero, lievito e impastate fino a quando “gli ingredienti polverosi” sono ben amalgamati.

Aggiungete gli altri ingredienti e continuate a impastare a lungo e lentamente.

Quando l’impasto è omogeneo e privo di grumi,  con l’aiuto di una spatola,  distribuite l’impasto nella tortiera e infornate nel forno ben caldo per circa 45-50 minuti.

Quando la torta si è raffreddata completamente potete tagliarla a metà con un coltello a lama lunga e sottile.

 

STEP 3: LA FARCIAfoto 2

INGREDIENTI

  • 250 grammi di fragole tagliate a spicchi + 5/6 fragole per decorare.
  • 125 ml di panna da montare
  • 2 cucchiai di lemon curd
  • Il succo di un limone, un cucchiaio di zucchero, una tazzina di acqua.

Con acqua – zucchero – limone ho fatto una specie di bagna e l’ho distribuita sui due dischi di torta. Serve per mantenere la torta morbida, quindi…. Qualche cucchiaio! Mi raccomando, non esagerate!

Io ho farcito la torta nel seguente modo:

  • Ho montato la panna e l’ho mescolata con la lemon curd.
  • Sul disco di torta, usato come base, ho distribuito panna+lemon curd e le fragole tagliate a spicchi (le fragole tendono a perdere acqua, quindi, prima di usarle sono solita lasciarle asciugare su un foglio di carta assorbente per almeno 15 minuti).
  • Ho coperto la farcitura con il secondo disco di torta, a mo’ di coperchio.
  • Ho decorato la superfice con un cucchiaio di lemon curd e panna al centro + fragoletti interi.foto 3

Una spolveratina di zucchero a velo e la torta è pronta per essere regalata a chi volete voi! :)

Canestrelli


Una delle cose che amo di più nella vita è: sgranocchiare biscotti.

Sul divano mentre guardo un film o leggo, in ufficio mentre cerco di concentrarmi su un file Excel, mentre aspetto qualcuno, etc…tumblr_inline_mxed3dUlHH1stglag

Per preparare i canestrelli ho scelto:

  • una farina biologica macinata a pietra;
  • il burro fatto in casa centrifugando la panna;
  • le uova, di galline allevate a terra, acquistate al mercato della Coldiretti.

La scelta di ingredienti freschi – e poco raffinati – consente di ottenere dei canestrelli molto friabili e dal sapore deciso. Inoltre… L’attenzione alla scelta delle uova è fondamentale poiché nella ricetta si utilizzano solamente i tuorli sodi.

Per un risultato più goloso il 50% dei canestrelli sono stati “glassati” e decorati con il cioccolato. Se riuscite a riporli in una scatola di latta o in un barattolo di vetro (e sottolineo SE), possono essere conservarti per circa una settimana.

RICETTA

160 grammi di burro a temperatura ambiente – 130 grammi di farina bio e macinata a pietra – 130 grammi di fecola di patate – 65 grammi di zucchero a velo – 3 uova – la buccia grattugiata di mezzo limone non trattato – un pizzico di sale.

Zucchero a velo per spolverizzare e cioccolato fondente extra bitter per glassare/decorare.

  • Prima ho cotto le uova, in acqua, fino a quando sono diventate uova sode. Le ho lasciate raffreddare, ho preso i tre tuorli e li ho schiacciati con la forchetta.
  • Successivamente, nella planetaria dell’impastatore, ho impastato tutti gli ingredienti fino a quando ho ottenuto un bel panetto dalla texture omogenea che ho riposto in frigorifero per un’oretta, avvolto nella pellicola trasparente.
  • Trascorso il tempo del riposo, ho estratto l’impasto e, con il mattarello, l’ho steso, sul pianale della cucina leggermente infarinato, facendo attenzione che non diventasse troppo sottile (l’altezza perfetta dei canestrelli è di circa 1cm).
  • Con la formina taglia-biscotti ho ritagliato tanti fiorellini, mentre per il buco al centro ho usato il beccuccio della sac à poche.
  • Ho disposto i miei canestrelli in divenire su una piastra per biscotti ricoperta di carta forno e ho infornato, nel forno ben caldo, per 20 minuti circa a 180 gradi.tumblr_inline_mxedc9Vi6f1stglag
  • Una volta tolti dal forno, li ho lasciati raffreddare, spolverati con lo zucchero a velo e assaggiati… Friabili e buonissimi!

Come vi dicevo prima, per renderli ancora più golosi, alcuni, sono stati glassati/decorati con il cioccolato. Questa operazione è davvero facilissima, ma richiede pazienza!

Si scioglie il cioccolato fondente a bagnomaria e si “pucciano” i canestrelli nel cioccolato fuso. Una volta glassati si lasciano sulla griglia che si usa per raffreddare i dolci (o su un foglio di carta forno), capovolti, fino a quando il cioccolato non torna solido.

Se avete ancora un po’ di pazienza, quando il cioccolato si è raffreddato, potete fare un po’ di “action painting” sull’altro lato dei canestrelli… Lanciando il cioccolato fuso con una piccola frusta da cucina.tumblr_inline_mxed8rGbKU1stglag

Buon divertimento J

 

Risotto con pistilli di zafferano, mantecato all’olio evo


risotto con pistilli di zafferano

 

Ingredienti per 2

  • 160 g Riso Baldo Semintegrale (quello delle Cascine Orsine è il top)
  • Brodo vegetale (possibilmente fatto da voi)
  • Pistilli di Zafferano (indicativamente un grammo)
  • Mezzo bicchiere di Prosecco
  • Mezza cipolla bianca
  • Olio Evo, Sale e Pepe Nero quanto basta

 

Procedimento

  1. Mettete in un bicchiere la metà dei pistilli di zafferano e versatevi sopra un po’ di brodo vegetale.
  2. In una casseruola fate rosolare la cipolla per tre minuti senza imbrunirla troppo.
  3. Aggiungete il riso, lasciatelo tostare per due minuti mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno e sfumate con il prosecco fino alla sua completa evaporazione.
  4. Iniziate ad unire il brodo bollente, i pistilli di zafferano e, come da tradizione, aggiungete altro brodo fino alla fine della cottura del riso. Per il baldo semintegrale ci vogliono circa 22-23 minuti.
  5. Spegnete la fiamma, aggiungete un filo d’olio e lasciate mantecare.
  6. Impiattate con l’aiuto di un coppa-pasta
  7. Guarnite con qualche pistillo di zafferano e pepe nero.
  8. A tavola ;)

Pensieri


In questi giorni mi capita spesso di riflettere su ciò che sono oggi, sul passato e su come potrà essere il mio domani… Dei piccoli problemi di salute, correlati allo stress e purtroppo non ancora terminati, mi hanno spinto a fermarmi di colpo e dare un taglio a un sacco di cose che ero solita fare più per abitudine che per piacere.Per il 2014 mi sono imposta quindi queste regole:

  • Fare solo ciò che mi piace davvero;
  • Dedicare molto più tempo agli affetti. Al mio fidanzato, alla mia mamma, al mio papà, agli amici…
  • Vedere il bello/il positivo di ogni situazione;
  • Sorridere di più e digrignare meno;
  •  Lasciar perdere le cose/le persone che non mi piacciono e imparare a chiedere scusa;
  • Viaggiare e dormire di più;
  • Lavorare meno, ma con più attenzione e concentrazione;
  • Studiare/leggere di più. Faccio troppi errori quando scrivo ;-) ;
  • Imparare a nuotare e salire in cima alla Torre Eiffel (l’acqua e le vertigini sono due delle mie paure più grandi);
  • Essere più tollerante/paziente e meno rigida.

 

Torta vegana al limone e vaniglia


È un po’ che non scrivo sul blog, ma la fine del 2013 è stata davvero confusa e disordinata.

Da una parte il lavoro: come al solito un vortice di rinvii, obblighi, urgenze, etc etc…

Dall’altra… La vita privata che ha meritato più attenzioni del solito: una piccola crisi col fidanzato (fortunatamente risolta alla grande!), un piccolo problema di salute e molta tensione. Niente di grave, ma visto il grande spavento (sono troppo-troppo-troppo ipocondriaca!) ho cambiato totalmente la mia alimentazione. Per un po’ nel mio piatto non ci saranno più: carne, latticini, uova e alimenti troppo raffinati.

Detto così sembra che io sia destinata a morire di fame, ma

  1. è una cosa temporanea;
  2. ho deciso di vedere il lato positivo di questa situazione: posso esplorare la cucina vegetariana-vegana che, per una che come me adora la frutta, la verdura e le torte, non è proprio così male. Certo i formaggi caprini/erborinati mi mancheranno tantissimo, come pure il San Daniele e tante altre cose, ma per ora è così!
  3. Mens sana in corpore sano diceva Giovenale… Proviamoci!

La prima ricetta dell’anno è quindi questa: Torta vegana al limone e vaniglia ;-)foto - Copia

È perfetta per la colazione o la merenda. Accompagnata da una tazza di latte di soia e dalle chiacchere con le amiche è ancora più buona! Inoltre lo zucchero di canna integrale utilizzato per la preparazione conferisce alla torta un colore ambrato molto bello e un profumo particolarmente intenso.foto 1

INGREDIENTI E PROCEDIMENTO

  • 150 g di zucchero Dulcita (uno zucchero di canna non raffinato proveniente dall’Ecuador)
  • 150 g di burro di soia
  • 150 g di latte di soia
  • 150 g di farina macinata a pietra
  • 50 grammi di farina integrale
  • Un pizzico di lievito
  • Estratto di vaniglia (mezza bacca di vaniglia Bourbon è più che sufficiente)
  • La buccia grattugiata di un limone (non trattato. Se non è bio, assicuratevi che la buccia sia edibile)
  • Il succo del limone
  • Mezzo cucchiaino di semi di papavero e un cucchiaio di pinoli (ingredienti facoltativi)

Accendete il forno a 180 gradi (forno statico) e ricoprite una tortiera con della carta forno.

Mettete nel mixer il burro di soia, lo zucchero, la scorza del limone, l’estratto della bacca di vaniglia e impastate a media velocità con la frusta che si utilizza per montare gli albumi.

Quando l’impasto è molto spumoso aggiungete il latte di soia a temperatura ambiente. Il burro tenderà a coagularsi. Non preoccupatevi!

Unite la farina, il lievito, se gradite gli ingredienti facoltativi (semi di papavero + pinoli) e impastate per altri 2 minuti.

Quando l’impasto e ben montato e i semi si sono distribuiti in modo omogeneo, con l’aiuto di una spatola, trasferite l’impasto nella tortiera.

Lasciate la torta nel forno ben caldo per circa 55 minuti.

Prima di sfornare la torta, con l’aiuto di un cucchiaio, distribuite sulla superficie superiore il succo di limone.

Lasciate raffreddare e inviate le amiche :-)

Pasticceria Veneto – Brescia


Domenica pomeriggio, via Salvo d’Acquisto, Brescia.

Non siamo in centro, quindi, scordatevi i palazzi dalle belle facciate e le strade, chiuse al traffico, affollate di persone intente a fare shopping.

Dimentichiamo anche il profumo delle caldarroste, le rovine romane, i portici e l’aroma del Natale alle porte… Qua vicino scorre una delle tangenziali più trafficate di tutta la Lombardia.

I palazzi che vedo non sono belli, anzi. Dal mero punto di vista estetico sono brutti, letteralmente. Sono i classici edifici del boom edilizio. Spogli, scoloriti e insipidi hanno pareti sottili e infissi indeboliti dall’usura.

Uno di essi racchiude però quella che, oggi, è stata definita la miglior pasticceria d’Italia.

L’ambiente è molto elegante, a tratti posh. “Più che una pasticceria sembra una gioielleria” penso.

La clientela è abbastanza variegata, ma c’è un po’ troppo silenzio per i miei gusti. Mi piace essere sguaiata, cioè… Sono sguaiata, e sanguigna. La lingua è sempre più veloce del pensiero razionale e questi ambienti in cui bisogna parlare a bassa voce… mi infondono timore.

Fino a quando non passo all’assaggio ovviamente!

Il banco dei pasticcini è immenso e i colori sono presenti in tutte le sfumature. Ogni dolce sembra un’opera d’arte e io vorrei assaggiare tutto. Tutto.

I cioccolatini sono una calamita. Attirano, richiamano e stordiscono con il loro profumo. Vorrei toccarli, ma fortunatamente sono protetti da una vetrinetta in cristallo. Loro mi fissano ed io sono in preda all’aumento della salivazione.

Una volta avevo questo effetto davanti a un paio di MiuMiu, ma col tempo si cambia… Si invecchia. Anche se le MiuMiu non me le posso ancora permettere :(

Come dicevo all’inizio, la critica gastronomica, quella seria – mica io!, definisce la Pasticceria Veneto, la miglior pasticceria d’Italia. È così?

Sinceramente non lo so! Dovrei provarle tutte prima di esprimere la mia opinione, ma i dolci del signor Iginio, anche se io su Google scrivo sempre Igino, sono meravigliosi. Memorabili, notevoli, pregiati, indelebili.

La Sacher, rivisitata al lampone, è velluto in bocca.foto 2

Accarezza il palato e l’ugola. La finisci e ne vuoi un’altra porzione.

Non è carino da dirsi, ma al primo morso sono tornata indietro nel tempo…Alle elementari.

Metto via i regoli, tiro fuori il Soldino della Mulino Bianco e faccio merenda.

Sicuramente la Sacher che ho fra la forchetta e la bocca è 10 – 100 – 1000 volte meglio della merendina confezionata, ma la potenza di un ricordo è indelebile. E la Sacher qui di fronte è evocativa.

Il dolce di Maurizio non l’ho capito molto bene… l’ha fagocitato in meno di due minuti. Ricordo solo i ricci di cioccolato bianco e dei pezzettini di croccante alla nocciola. Scricchiolanti e sodi sotto i denti.foto 1

Il caffè, invece, rimane il miglio macchiato assaggiato finora. Inoltre è anche autografato!foto 3

Prima di tornare a casa, acquisto della marmellata alle fragole e un panettone al cioccolato (io lo vorrei classico, ma “Maurizio – Raimondo” lo preferisce così!).

Oggi, a pranzo, ho addentato il miglio panettone della mia vita. Roba che quando deglutisci ti chiedi perché gli agglomerati di ingredienti, esposti in alcune pasticcerie senza senso, possano chiamarsi anche loro “panettone”.

Il burro non si sente e  la lievitazione è, passatemi il termine, assoluta! Le scorzette di arancio e il cioccolato si bilanciano e non stancano.

Guardo il panettone e medito sul fatto che il mio io non raggiungerà mai quell’equilibrio, quella perfezione.foto 4

La marmellata, invece, non l’ho aperta. Attendo un’occasione speciale… Certa che non rimarrò delusa.

Pancakes!!!


IMG_5690Londra mi manca tantissimo e non vedo l’ora di essere di nuovo là. Nell’attesa porto un po’ della City a casa mia… Con i pancakes :-)

INGREDIENTI E RICETTA

  • 100 grammi di farina di buona qualità
  • Un cucchiaio raso di zucchero di canna + zucchero per farcire
  • 1 uovo leggermente sbattuto
  • 250 ml di latte fresco intero
  • Un pizzico di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale
  • Burro per la padella
  • Qualche fettina di limone biologico

In una terrina abbastanza capiente, mescolate la farina, il lievito, lo zucchero di canna e il sale.

Quando gli ingredienti sono ben amalgamati aggiungete l’uovo e iniziate a lavorare l’impasto con una frusta.

Aggiungete il latte a filo e continuate a “frustare” l’impasto fino a quando avrete ottenuto una pastella densa e priva di grumi.

Coprite il composto con della pellicola trasparente e lasciate riposare per 20 minuti.

Terminato il riposo, scaldate una padella antiaderente (in precedenza sporcata di burro), versate un mestolo di pastella al centro del tegame e cuocete il vostro pancake due minuti per lato.

Continuate così fino ad esaurimento della pastella :-)1476515_10202386635209452_1023262893_n

I pancakes sono perfetti con lo zucchero, una spruzzata di limone e i lamponi! Come vuole la tradizione inglese!

PS: i pancakes inglesi sono molto simili alle crêpes francesi. I pancakes americani, invece, sono molto più ciccioni e si farciscono con lo sciroppo d’acero :)

Walnut and Honey Loaf


foto 5“Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l’amore che dura fa così.”

 William Shakespearefoto 6

  • 200 grammi di farina macinata a pietra
  • 100 grammi di zucchero di canna
  • 100 grammi di zucchero semolato
  • 200 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 3 uova biologiche a temperatura ambiente
  • 70 grammi di noci(gherigli)
  • 2 cucchiai di miele d’acacia
  • Una tazzina di latte intero
  • Un cucchiaino di lievito in polvere

Accendete il forno a 170 gradi (no ventilato) e ricoprite una teglia da loaf con della carta forno.

Mettete nel mixer il burro, lo zucchero e impastate a media velocità.

Quando l’impasto è molto spumoso aggiungete le uova:  una alla volta, fino ad avere un composto omogeneo.

Aggiungete la farina, il lievito, il latte e continuate a lavorare l’impasto col mixer, lentamente, fino a quando sembrerà “montato”.

Unite il miele, le noci e impastate per altri 2 minuti.

Quando le noci si sono distribuite in modo omogeneo, con l’aiuto di una spatola, trasferite l’impasto nella tortiera.

Infornate per circa 55 minuti.

Il loaf è pronto quando se provate ad introdurre uno stuzzicadenti questo esce pulito e asciutto. Lasciate raffreddare e assaggiate :-)

foto 1

Pane di semola rimacinata, a lievitazione naturale


Come avete sicuramente notato sui miei social, IG in primis, sono riuscita a fare il lievito madre :)Sono così iniziati i miei esperimenti di panificazione!

Il mio primo pane è stato quello di semola rimacinata.8

Ingredienti  e ricetta

Biga – GIORNO 1

  • 500 g di farina di grano duro rimacinata
  • 250 g di acqua
  • 100 g di lievito madre (rinfrescato la sera prima)

Mettete tutti gli ingredienti nella planetaria e impastate, con l’apposito gancio, per circa 6-8 minuti.

Lasciate lievitare per 14/16 ore ad una temperatura di circa 18 gradi. Non avendo una camera di lievitazione, una stanza non riscaldata andrà benissimo (io posiziono la mia biga in lavanderia!).

1Impasto – GIORNO 2

  • Biga
  • 500 g di farina di grano duro rimacinata
  • 350 ml di acqua
  • 100 grammi di pasta madre
  • 5 grammi di malto
  • 16 grammi di sale

Mettete la biga e tutti gli altri ingredienti nell’impastatrice, ad eccezione del sale.

Impastate per 6 minuti a velocità media e aggiungete il sale.

Impastate per altri 5 minuti, lentamente.

Ribaltate il panetto su una spianatoia infarinata e lavoratelo un po’ con le mani.

Dopo averlo lavorato con le mani lasciatelo riposare per circa un ora.

Terminato il riposo dividetelo in due parti, con un taglio netto.2

Lavorate ogni pezzo con le mani, “arrotondateli ben stretti” e posizionateli in due cestini ricoperti da un canovaccio infarinato.

Lasciateli lievitare per circa un’oretta.

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Dopo la lievitazione, capovolgete i vostri pani e praticate, con una lama affilata, delle incisioni sulla superficie.IMG_4811

Infornate a 230 gradi (forno statico, ben caldo).

Durante i primi 15 minuti di cottura del pane, posizionate sul fondo del forno, una teglia con dell’acqua. Il vapore acqueo aiuterà la lievitazione.

Quando togliete la teglia con l’acqua, abbassate la temperatura a 200 gradi e continuate la cottura.

Considerate che per due pezzature di circa 600 grammi, che cuociono in contemporanea, ci vogliono più o meno 60 minuti.7